Le artropatie infiammatorie autoimmuni (Artrite Reumatoide, Artrite Psoriasica, ecc….) sono malattie croniche ad evoluzione erosiva.
Anche le Connettiviti hanno una genesi autoimmunitaria e possono coinvolgere numerosi organi e/o apparati.
Il loro impatto socio-economico è considerevole, sia per i rilevanti costi sanitari diretti ed indiretti, sia per la riduzione della qualità di vita.
Nella gestione clinica di queste malattie un ruolo fondamentale è ricoperto dall’impiego di terapie a base di corticosteroidi.
L’efficacia ma anche gli effetti indesiderati delle terapie a base di corticosteroidi richiedono la valutazione delle molecole da impiegare sia
sulla base della potenza antinfiammatoria che della emivita e della formulazione farmaceutica.
Nella pratica clinica la differente potenza e la diversa dose equivalenza dei corticosteroidi creano spesso confusione ed impiego non corretto del farmaco.
Tra le molecole disponibili il desametasone è incluso dall’OMS nella lista dei farmaci essenziali, caratterizzati da alta efficacia, buona sicurezza e convenienza anche economica nelle patologie prioritarie.
Il desametasone risulta essere 25-30 volte più potente del cortisolo, con una potenza genomica 25 volte maggiore
e una potenza non genomica 5 volte maggiore. Ciò consente di raggiungere una pronta inibizione dell’acido
arachidonico nello spazio di pochi minuti o secondi, ma la durata dell’efficacia si prolunga fino a 72 ore, in ragione di una emivita molto più lunga degli altri steroidi. Possiede un’attività immunosoppressiva sulle cellule T con meccanismo indipendente, un’alta attività glucocorticoide antinfiammatoria e una bassa attività mineral-corticoide sodio ritentiva.
La disponibilità di una formulazione in compresse effervescenti è l’occasione per entrare nel merito delle caratteristiche intrinseche della classe
farmacologica e della molecola, della scelta del farmaco nel trattamento delle patologie reumatologiche osteoarticolari, della gestione degli effetti collaterali.